Rigenerazione urbana e commercio non sono due temi separati. Sono strettamente collegati: una città più curata, più bella e più accessibile aiuta le attività a vivere; allo stesso tempo, negozi aperti, servizi di prossimità, eventi e luoghi frequentati rendono la città più sicura, più attrattiva e più viva.
Per questo, nel mio programma, il rilancio del commercio non può essere fatto con iniziative isolate o improvvisate. Serve una strategia stabile, costruita insieme a chi ogni giorno lavora, apre la serranda, conosce le difficoltà del territorio e contribuisce alla vita della città.
Un tavolo permanente per il commercio
La prima proposta è creare un tavolo permanente del commercio, che coinvolga amministrazione comunale, commercianti, aziende orafe e stakeholder del territorio.
Non un incontro ogni tanto, ma uno spazio stabile di confronto per scegliere insieme priorità, bandi e interventi sulla città. Le decisioni che riguardano il commercio devono nascere ascoltando chi vive davvero il commercio: esercenti, associazioni, imprese, realtà produttive e cittadini. Valenza ha bisogno di un metodo nuovo: meno iniziative calate dall’alto, più progettazione condivisa.
Il DUC “Città dell’Oro” per accedere ai bandi
Uno strumento importante è il DUC, Distretto Urbano del Commercio, che a Valenza può diventare “Città dell’Oro”.
Il DUC non deve essere solo una sigla: deve servire per partecipare ai bandi regionali, ottenere finanziamenti e sostenere interventi concreti su comunicazione, vetrine, riqualificazione urbana e promozione del commercio. È uno strumento che può aiutare Valenza a organizzarsi meglio, a fare rete e a intercettare risorse. Ma per funzionare davvero deve essere costruito con un progetto partecipato, capace di mettere insieme Comune, commercianti, imprese e territorio.
Riaprire locali e portare nuovi servizi
Il centro e le vie commerciali non tornano vive da sole. Bisogna sostenere chi vuole riaprire spazi inutilizzati e favorire l’arrivo di attività oggi carenti. Penso a servizi di prossimità, ristorazione, bar, profumerie, negozi utili alla vita quotidiana. Attività che non servono solo a “vendere”, ma a riportare persone in città, a far camminare le vie, a rendere più abitati e frequentati gli spazi pubblici. Per questo voglio usare la fiscalità locale come leva: agevolazioni e strumenti comunali per chi riapre, investe, recupera locali vuoti e contribuisce a rendere Valenza più viva.
Premiare chi cura lo spazio pubblico
Il decoro non può essere solo un costo o un obbligo: deve diventare anche una responsabilità condivisa. Per questo propongo un principio di premialità: valutare agevolazioni su TARI e dehors per le attività che mantengono in ordine l’area circostante, curano lo spazio esterno e contribuiscono ad animare la città. Chi tiene pulito, accoglie, investe e rende più vivibile una via deve trovare un Comune alleato. Una città più bella nasce anche da piccoli gesti quotidiani, ma l’amministrazione deve riconoscerli e sostenerli.
Facciate, edifici e decoro urbano
La rigenerazione passa anche dall’immagine della città. Corso Garibaldi e le vie principali hanno bisogno di cura, manutenzione e valorizzazione. Per questo voglio attivare un piano con sgravi e agevolazioni per migliorare facciate, edifici e spazi pubblici. Non possiamo pensare di rilanciare il commercio se gli spazi urbani intorno restano trascurati. Migliorare il decoro significa aumentare l’attrattività per cittadini, visitatori, investitori e nuove attività. Significa anche restituire dignità ai luoghi che attraversiamo ogni giorno.
Turismo di prossimità: centro, Po e ciclovia VENTO
Valenza deve imparare a raccontarsi meglio. Non siamo solo una città produttiva: abbiamo un paesaggio, una storia, un fiume, percorsi, cortili, spazi e luoghi che possono diventare parte di una nuova attrattività. Il turismo di prossimità passa dal collegamento tra centro, via Po, fiume e ciclovia VENTO, con percorsi riconoscibili, eventi e accoglienza. Non parlo di grandi promesse irrealistiche, ma di un lavoro concreto: rendere più leggibili i percorsi, valorizzare ciò che già esiste, creare occasioni per far arrivare persone e farle tornare.
Accoglienza diffusa e città viva
Nel mio progetto rientrano anche Spazio 750, i cortili recuperati e i piccoli alloggi, come parte di una visione di accoglienza diffusa. Valenza può costruire un turismo lento, sostenibile, legato alla sua identità e alla sua dimensione urbana. Può farlo valorizzando gli spazi recuperati, sostenendo chi investe nel centro e creando nuove funzioni per luoghi oggi sottoutilizzati. L’obiettivo è semplice: far tornare persone in città. Non solo per lavorare, ma per fermarsi, incontrarsi, partecipare, vivere.
Una città più viva si costruisce insieme
Commercio, turismo e rigenerazione urbana devono camminare insieme. Non basta organizzare eventi se le vie restano vuote. Non basta recuperare edifici se non ci sono funzioni. Non basta parlare di turismo se non costruiamo percorsi, servizi e accoglienza.
Valenza deve tornare a essere una città scelta, frequentata e riconoscibile. Per farlo serve un’amministrazione capace di ascoltare, coordinare, cercare risorse, premiare chi partecipa e costruire una visione condivisa con commercianti, imprese, cittadini e realtà del territorio. Questa è la Valenza che immagino: più viva, più curata, più attrattiva. Una città dove il commercio non sia lasciato solo e dove la rigenerazione urbana diventi davvero occasione di futuro.
Valenza, ti vedo grande.
