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Case e centro storico: recuperare spazi, rendere gli affitti più accessibili, riportare vita in città

Casa e centro storico sono due questioni che vanno affrontate insieme. Da una parte ci sono persone, giovani lavoratori, studenti e famiglie che faticano a trovare soluzioni abitative sostenibili. Dall’altra ci sono alloggi sfitti, locali vuoti e parti della città che hanno bisogno di essere recuperate, riattivate e rese più vive.

Nel mio programma propongo di chiedere alla Regione il riconoscimento di Valenza come città ad alta tensione abitativa. Questo passaggio serve per poter attivare strumenti più efficaci sul tema degli affitti e dare risposte a chi oggi fatica a trovare casa a condizioni accessibili.

Un punto centrale è il rinnovo dell’accordo territoriale sul canone concordato, scaduto nel 2022. Il canone concordato permette di calmierare gli affitti, definendo valori più sostenibili rispetto al libero mercato. È uno strumento concreto, che può aiutare sia chi cerca casa sia i proprietari che vogliono affittare con regole chiare.

Per rendere questi contratti più convenienti, voglio lavorare sulle condizioni per applicare la cedolare secca al 10% sugli affitti a canone concordato e prevedere una riduzione dell’IMU per i proprietari che mettono casa a canone concordato. L’obiettivo è semplice: aumentare gli alloggi disponibili e rendere più sostenibile l’affitto per chi vive o vuole venire a vivere a Valenza.

Questo riguarda in modo particolare giovani e lavoratori. Valenza deve poter accogliere chi arriva per lavorare nel distretto, chi vuole restare, chi cerca autonomia e chi costruisce qui una nuova famiglia. Se una città offre lavoro ma non offre casa, rischia di perdere persone, competenze e futuro.

Serve poi ragionare su un modello di housing diffuso, usando meglio gli alloggi sfitti per studenti, giovani lavoratori e nuove famiglie. Non significa costruire altro, ma recuperare ciò che esiste, rimettere in circolo spazi oggi inutilizzati e collegare il tema abitativo alla rigenerazione della città.

Per questo il Piano Regolatore va rivisto con i cittadini, puntando su recupero e risparmio di suolo. Valenza non ha bisogno di consumare nuovo territorio senza una visione. Ha bisogno di recuperare il patrimonio esistente, riqualificare edifici, migliorare spazi e rendere più funzionali le aree già costruite.

Lo stesso vale per i locali vuoti. La fiscalità locale può diventare uno strumento per sostenere chi riapre, recupera immobili e porta attività in centro. Dove ci sono serrande abbassate, bisogna creare condizioni per nuovi servizi, nuove attività e maggiore presenza nelle strade.

Il centro storico deve tornare a essere più connesso, più abitato e più utile alla vita quotidiana. Case accessibili, locali riaperti, rigenerazione urbana e meno consumo di suolo sono parti dello stesso lavoro: riportare persone, servizi e funzioni dentro la città.

Queste proposte non risolvono tutto da sole, ma indicano una direzione concreta: usare meglio gli strumenti amministrativi, fiscali e urbanistici per rendere Valenza più abitabile, più viva e più attrattiva.

Valenza, ti vedo grande.

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