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Sanità a Valenza: servizi vicini, concreti e una rete più forte per la salute

La cura di una città passa anche dalla capacità di difendere e rafforzare i suoi servizi sanitari. Per me parlare di sanità a Valenza significa partire da un principio semplice: le persone devono poter trovare risposte vicino a casa, senza essere costrette a spostamenti continui, faticosi e spesso difficili da sostenere.

La salute non può essere considerata un tema secondario. Riguarda gli anziani, le famiglie, chi convive con una malattia cronica, chi ha bisogno di controlli frequenti, chi non può permettersi di perdere giornate intere per raggiungere altri centri. Riguarda la qualità della vita di tutta la comunità.

Per questo la nuova Casa e Ospedale di Comunità devono diventare un’occasione reale per rafforzare la sanità di prossimità a Valenza, non una semplice riorganizzazione di spazi e funzioni.

Mantenere i servizi del Mauriziano

Il primo impegno è chiaro: chiedere il mantenimento di tutti i servizi e degli ambulatori già presenti al Mauriziano.

Valenza non può permettersi di perdere ulteriori presìdi. Ogni servizio che resta in città è un diritto più vicino ai cittadini, soprattutto alle persone fragili, agli anziani e a chi ha maggiori difficoltà negli spostamenti.

La Casa della Salute deve essere costruita attorno ai bisogni reali della città, non riducendo ciò che già esiste, ma rafforzandolo.

Assistenza domiciliare: curare le persone anche a casa

Un altro punto fondamentale riguarda l’assistenza domiciliare. Voglio chiedere con forza la presenza e il mantenimento degli infermieri ADI, perché le cure a casa sono una parte essenziale della sanità territoriale.

Per molte persone, soprattutto anziane o fragili, poter ricevere assistenza nel proprio domicilio significa evitare spostamenti inutili, ridurre il peso sulle famiglie e garantire una presa in carico più umana e più vicina.

La sanità di prossimità non è solo un edificio: è una rete di servizi che arriva dove vivono le persone.

Difendere il punto prelievi

Il punto prelievi è un servizio essenziale. Può sembrare una funzione ordinaria, ma per tanti cittadini rappresenta una necessità frequente e concreta.

Difenderlo significa garantire un accesso più semplice agli esami, evitare viaggi verso altri centri e rendere più agevole la prevenzione e il monitoraggio della salute.

Una città come Valenza deve poter contare su servizi di base efficienti, accessibili e vicini.

Potenziare radiologia e ripristinare le ecografie

Tra le priorità c’è anche il potenziamento della radiologia e il ripristino delle ecografie.

Sono prestazioni importanti per la diagnosi, il controllo e la prevenzione. Non possiamo pensare che ogni bisogno sanitario debba trasformarsi in uno spostamento fuori città. Rafforzare questi servizi significa dare risposte più rapide, più vicine e più sostenibili per i cittadini.

La sanità territoriale funziona davvero quando intercetta i bisogni prima che diventino emergenze.

Riportare la dialisi a Valenza

Il ritorno della dialisi in città è una richiesta fondamentale.

Oggi chi ha bisogno di questo servizio deve affrontare viaggi continui verso altri centri, con un peso enorme per i pazienti e per le loro famiglie. Parliamo di persone che spesso devono spostarsi più volte alla settimana, in condizioni già difficili.

Riportare la dialisi a Valenza significa restituire dignità, tempo e qualità della vita a chi vive una condizione sanitaria complessa. È una battaglia di civiltà e di prossimità.

Ripristinare la psichiatria adulti

La salute mentale è salute. Per questo nel nostro programma chiediamo anche il ripristino del servizio psichiatrico per gli adulti.

In questi anni il bisogno di ascolto, sostegno e presa in carico è cresciuto. Le fragilità psicologiche e psichiatriche non possono essere lasciate sole, né scaricate interamente sulle famiglie.

Un territorio che vuole davvero prendersi cura delle persone deve rafforzare anche i servizi legati alla salute mentale, senza stigma e senza ritardi.

Restituire i 20 posti di lungodegenza

Un altro impegno riguarda il ritorno dei 20 posti di lungodegenza tolti durante il periodo Covid e mai restituiti alla città.

Quei posti rappresentavano una risposta importante per persone che non possono rientrare subito a casa dopo una fase acuta, ma che hanno ancora bisogno di assistenza, stabilizzazione e cura.

Restituirli a Valenza significa rafforzare la continuità assistenziale e alleggerire il carico sulle famiglie, sugli ospedali e sull’intero sistema sanitario territoriale.

Un piccolo Pronto Soccorso per gli interventi non gravi

Nel nostro programma chiediamo anche la presenza di un piccolo Pronto Soccorso, insieme alla Guardia medica, per rispondere agli interventi non gravosi.

Non tutte le situazioni richiedono un accesso in grandi ospedali, ma molte hanno comunque bisogno di una risposta rapida, competente e vicina. Un presidio di questo tipo aiuterebbe i cittadini, ridurrebbe gli spostamenti e renderebbe più efficiente la gestione delle urgenze minori.

Valenza deve poter contare su un punto di riferimento sanitario più forte, soprattutto per quei bisogni quotidiani che oggi rischiano di diventare percorsi complicati.

Una rete per la salute

Per ottenere risultati concreti non basta chiedere singoli servizi. Serve costruire una rete.

Il Comune deve svolgere un ruolo attivo, facendo squadra con i Comuni del distretto valenzano, il mondo del volontariato, i medici di base, gli operatori sanitari e tutti i soggetti che ogni giorno lavorano per la salute delle persone.

Solo una politica di rete può dare a Valenza più forza nei confronti dell’ASL e degli enti sovracomunali. Da soli si ottiene meno. Insieme si può rivendicare con maggiore autorevolezza ciò che serve davvero al territorio.

La salute vicino a casa

La sanità che voglio per Valenza è una sanità più vicina, più accessibile e più umana. Una sanità che non costringa le persone fragili a sentirsi sole, che non obblighi i cittadini a spostarsi per ogni necessità, che non consideri i servizi territoriali come un costo, ma come un investimento sulla qualità della vita.

Mantenere gli ambulatori, garantire l’assistenza domiciliare, difendere il punto prelievi, potenziare radiologia ed ecografie, riportare la dialisi in città, ripristinare la psichiatria adulti, restituire la lungodegenza, prevedere un piccolo Pronto Soccorso e costruire una rete territoriale forte: queste sono proposte concrete.

Perché una città che si prende cura della salute dei suoi cittadini è una città più giusta, più sicura e più vicina alle persone.

Valenza, ti vedo grande.

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