Valenza ha bisogno di servizi più semplici da usare, più flessibili e più vicini ai tempi reali delle famiglie. Nel mio programma propongo interventi concreti su infanzia, scuola, genitori, anziani, fragilità e accessibilità, con un obiettivo chiaro: ridurre le difficoltà quotidiane di chi vive, lavora e si prende cura di qualcuno.
Per le famiglie con bambini piccoli voglio lavorare su asili nido con orari più adatti ai tempi di lavoro. Molti genitori hanno turni, rientri, orari non standard o reti familiari limitate. Un servizio più flessibile aiuta a conciliare meglio lavoro e cura dei figli e rende Valenza più adatta anche alle famiglie giovani.
Propongo anche una graduatoria comunale di baby-sitter. Il Comune può raccogliere disponibilità, requisiti e contatti di persone formate o con esperienza, creando un elenco consultabile dalle famiglie. Sarebbe uno strumento pratico per chi cerca un aiuto affidabile e per chi vuole offrire questo servizio in modo ordinato.
Un altro intervento riguarda lo sportello pedagogico, pensato come servizio di supporto ai genitori dall’infanzia all’adolescenza. Deve essere un punto di ascolto e orientamento per affrontare difficoltà educative, gestione dei comportamenti, rapporto scuola-famiglia, crescita dei figli e momenti delicati dell’età evolutiva.
Per la scuola primaria voglio garantire il doposcuola fino alle 18. Non solo per coprire una fascia oraria, ma per offrire un servizio organizzato, utile e stabile: compiti, attività educative, tempo protetto e un aiuto concreto alle famiglie che lavorano fino al tardo pomeriggio.
Sulla refezione scolastica, l’obiettivo è continuare a confezionare i pasti all’interno di Valenza. Avere una mensa in città significa mantenere un servizio vicino, più controllabile e più integrato con il sistema scolastico locale.
Per anziani soli e persone fragili propongo uno sportello fragilità, in collaborazione con il CISSACA. Deve diventare un punto chiaro a cui rivolgersi per chiedere informazioni, orientamento e accesso ai servizi, evitando che le persone e le famiglie debbano muoversi da sole tra uffici, pratiche e richieste diverse.
Il Centro di via Sassi va rafforzato con attività di socialità, svago e ginnastica dolce. Sono servizi utili per contrastare isolamento, mantenere relazioni, promuovere benessere e dare continuità a uno spazio che può diventare un riferimento stabile per molte persone.
Il welfare comunale deve dialogare anche con il mondo del lavoro. Per questo propongo di mettere in sinergia Comune e aziende, integrando welfare pubblico e welfare aziendale. Il distretto produttivo può contribuire a costruire servizi utili per lavoratori, famiglie e territorio, dentro una regia condivisa.
Infine, serve una città più accessibile. Voglio avviare una mappatura delle barriere architettoniche e programmare interventi su marciapiedi, edifici, servizi e spazi pubblici. Prima si individuano i punti critici, poi si stabiliscono priorità, risorse e tempi di intervento.
Queste proposte hanno un filo comune: rendere più facile la vita quotidiana delle persone. Meno solitudine per chi è fragile, più strumenti per i genitori, più servizi per i bambini, più collaborazione con le aziende e spazi pubblici più accessibili.
Valenza, ti vedo grande.
