Torna alla Home

Valenza, ti vedo grande

Le priorità del programma di Marilena Griva Sindaca per le Elezioni Comunali 2026.

1. Una direzione per la Casa Comune

Valenza non è priva di energie: sono scollegate. Il punto è rimettere in relazione lavoro, servizi, quartieri, frazioni, giovani e imprese, con un'amministrazione che ascolta, cuce e poi decide.

La risposta è una regia che mette ordine, responsabilità e verifica nelle scelte:

  • Governare con il principio della Casa Comune: cura quotidiana, rispetto reciproco, sussidiarietà e responsabilità misurabile.
  • Riattivare Consulte e strumenti di partecipazione come metodo ordinato, non come raccolta improvvisata di idee.
  • Definire priorità pubbliche di mandato e rendicontare periodicamente alla città lo stato di attuazione del programma.

2. Oro, lavoro e filiera: far restare valore a Valenza

Il distretto orafo cresce, ma la forza delle grandi firme non diventa automaticamente benessere diffuso. La trasformazione va governata per proteggere artigiani, subfornitori, lavoratrici e lavoratori.

Per far crescere il distretto insieme alla città, servono strumenti stabili di governo della filiera:

  • Istituire un Tavolo Istituzionale del Distretto con grandi firme, imprese artigiane, sindacati, formazione e Comune.
  • Sostenere patti di filiera trasparenti, coerenti con i contratti nazionali e orientati al miglioramento delle condizioni di lavoro.
  • Costruire il Valenza Hub per design proprietario, marchi locali, ricerca, tutela creativa, università e intelligenza artificiale al servizio del saper fare orafo.
  • Valorizzare il marchio Piemonte Eccellenza Artigiana come presidio di qualità, identità e posizionamento internazionale.

3. Casa e centro storico: tornare a scegliere Valenza

Molti nuovi lavoratori arrivano per il distretto ma vivono altrove. Alloggi sfitti, canoni difficili e servizi insufficienti svuotano il centro e indeboliscono commercio, demografia e vita urbana.

Per rendere Valenza una scelta di vita, la casa deve diventare una leva di rigenerazione:

  • Lavorare con Regione e soggetti competenti su canoni concordati, accordo territoriale, fiscalità locale e strumenti che rimettano sul mercato gli alloggi sfitti.
  • Collegare casa, rigenerazione urbana e giovani: il centro deve tornare a essere abitato, non solo attraversato.
  • Dare una funzione chiara agli spazi recuperati, a partire dall'ex Coop, con un piano di gestione sostenibile e utile alla comunità.
  • Sperimentare housing diffuso per studenti, giovani lavoratori e nuove famiglie in relazione allo sviluppo universitario di Alessandria.

4. Welfare, scuola e sanità: servizi per la vita vera

La qualità della città si misura sulla capacità di accompagnare famiglie, bambini, anziani e persone fragili. Il welfare non è un costo: è ciò che rende possibile lavorare, restare e vivere meglio.

Per sostenere la vita quotidiana, i servizi devono essere più flessibili, prossimi e collegati:

  • Rafforzare nidi a orario flessibile, graduatoria comunale di baby-sitter, refezione in città, doposcuola fino alle 18 e percorsi educativi di qualità.
  • Attivare uno sportello pedagogico di sostegno alla genitorialità, dalla prima infanzia all'adolescenza.
  • Aprire lo Sportello Fragilità con Cissaca e potenziare il Centro Incontro di via Sassi per aggregazione, svago e ginnastica dolce.
  • Presidiare Casa e Ospedale di Comunità chiedendo servizi veri: dialisi in città, lungodegenza, ADI, punto prelievi, ecografie, radiologia, psichiatria adulti e guardia medica.

5. Trasporti e alleanze: uscire dall'isolamento

Valenza ha perso peso nelle relazioni territoriali proprio mentre sanità, mobilità, ambiente e sviluppo richiedono scala più ampia. La città non può più funzionare come un'isola.

Per uscire dall'isolamento, bisogna costruire collegamenti certi e alleanze territoriali:

  • Potenziare i collegamenti verso stazione, ospedali, scuole, nuovo polo sanitario, piscina, aree residenziali e frazioni.
  • Garantire coincidenze certe, orari leggibili anche in formato cartaceo, vendita biglietti negli esercizi pubblici e bus a chiamata per la mobilità ridotta.
  • Rafforzare il rapporto con Alessandria, Casale e comuni limitrofi su Cissaca, sanità, trasporti, rifiuti, sicurezza, Protezione Civile, fondi europei e appalti.
  • Collegare meglio Monte Valenza, Villabella e Fogliabella con manutenzioni diffuse, ascolto periodico e piccoli interventi visibili.

6. Decoro, verde e sicurezza: la cura si vede

Strade, pulizia, verde, illuminazione e aree pubbliche non sono dettagli estetici: sono il primo segnale di presenza o abbandono dell'amministrazione.

Per rendere visibile la cura, servono manutenzione ordinaria, presidio e regole condivise:

  • Riscrivere i capitolati dell'igiene urbana, introducendo lavaggio stradale serale e obiettivi più chiari di pulizia.
  • Approvare un Regolamento del Verde con agronomi, censimento alberi, stop alle potature dannose e ripiantumazioni compatibili.
  • Riorganizzare i turni della Polizia Municipale nelle fasce serali e notturne, in coordinamento con Forze dell'Ordine, Prefettura, Questura e vigilanza privata.
  • Migliorare illuminazione, sicurezza percepita e prevenzione della violenza, con attenzione specifica alla libertà delle ragazze e delle donne.

7. Giovani, sport e cultura: restare deve diventare possibile

Ai giovani non si può chiedere di restare senza spazi, trasporti, occasioni, casa, formazione e voce nelle decisioni. Valenza deve trattarli come presente della città, non come promessa futura.

Perché restare sia una possibilità reale, servono spazi, voce e occasioni concrete:

  • Ricostituire la Consulta Giovanile con poteri di co-progettazione e istituire il Consiglio Comunale delle Ragazze e dei Ragazzi.
  • Fare dello Spazio 750 un polo aperto anche la sera per studio, aggregazione, volontariato, socialità e attività culturali.
  • Valorizzare ex Carducci, palestre scolastiche, piscina e percorsi attrezzati per sport, estate valenzana e socialità urbana.
  • Rafforzare teatro, biblioteca, Centro Comunale di Cultura, Punto Digitale, Unitre, lettura per l'infanzia e candidatura di Valenza a Città della Pace.

8. Commercio, turismo e Museo: far tornare persone in città

Un centro vivo nasce da negozi aperti, strade curate, eventi programmati e luoghi culturali riconoscibili. Valenza può essere città produttiva, ma anche città da visitare e abitare.

Per far tornare persone in città, servono programmazione, accoglienza e luoghi riconoscibili:

  • Costruire con gli operatori un piano stabile per commercio, eventi, manifestazioni, mercatini, feste rionali e comunicazione cittadina più efficace.
  • Valorizzare Po, colline, via Po, ciclovia VENTO, Spazio 750 e accoglienza diffusa come base di turismo lento e di prossimità.
  • Rilanciare il Museo dell'arte orafa a San Domenico come racconto del saper fare valenzano, con allestimenti, mostre, web e corte interna.
  • Riprendere la candidatura Learning City UNESCO e chiedere l'ampliamento della riserva MAB Collina Po ai territori vercellese e alessandrino.

9. Un Comune semplice, trasparente e capace di decidere

La fiducia si ricostruisce anche facendo funzionare meglio la macchina comunale. Digitale non significa disumanizzare: significa semplificare, chiarire, ridurre tempi e rendere più leggibili le decisioni.

Per ricostruire fiducia, il Comune deve diventare più semplice, leggibile e responsabile:

  • Rendere progressivamente digitali certificati, prenotazioni, pagamenti, segnalazioni, modulistica e monitoraggio delle pratiche.
  • Semplificare i procedimenti e garantire tempi di risposta più chiari per cittadini, professionisti, associazioni e imprese.
  • Dotare il Comune di linee guida sull'uso dell'intelligenza artificiale: utile per migliorare servizi e tempi, mai per sostituire il giudizio umano sulle persone.
  • Contrastare il divario digitale, soprattutto per anziani e persone meno abituate agli strumenti informatici.

Valenza, ti vedo grande significa una città più forte perché più giusta, più attrattiva perché più curata, più moderna perché capace di non lasciare indietro nessuno.